Elvira

Chi produce dolci regala cultura, memoria, bellezza, felicità. Per questo è un mestiere che va preso sul serio, con responsabilità. Quello che sento più mio è il legame con la natura, il suo modo di chiamarci a rispettare la perfezione di ciò che ci consegna, che non ha bisogno della nostra manipolazione ma esclusivamente della nostra comprensione. È per questa sfumatura che amo il mio essere artigiano: così come un contadino si nutre intimamente del rapporto vibrante, quotidiano, con il proprio pezzo di terra, io cresco scoprendo la miriade di possibilità che anche una sola materia prima - il cacao, con le sue molteplici identità - svela ogni giorno a chi la sa guardare da vicino.

Il segreto l’ho imparato al fianco di grandi donne semplici e sapienti, che mi hanno insegnato l’arte della lentezza e della pazienza, che mi hanno dimostrato - contro ogni ansia di far subito, di far troppo - che anche il più semplice dei biscotti richiede una dedizione che si spinge fino al più infinitesimale degli ingredienti, fino al più casuale dei passaggi, e che molte cose ci chiedono tempo e riposo, insieme alle mani, agli occhi e soprattutto al cuore.

Di quella loro grande dispensa, mi hanno lasciato il pezzo più prezioso: le ricette manoscritte dell’antica pasticceria conventuale siciliana, ciò che di più vasto ed esatto conosciamo su questo lavoro. Da ogni pagina ho catturato un ingrediente insospettabile, da tutte ho trattenuto quella irripetibile pretesa di perfezione, la tensione a preservare l’originalità di una grande tradizione e insieme l’istinto di voler scrivere una nuova storia attraverso la singolare specificità di ognuno dei suoi dolci. Lunghi anni di una personalissima ricerca, che mi hanno lasciata infine approdare alla mia originaria, essenziale vocazione: il cioccolato, la sua magia.

Chi nasce a Modica, con nel sangue il mestiere di dolciere, non può sottrarsi all’epica del cacao e alle sue fascinose avventure attorno al mondo, che attraverso i secoli lo hanno posato - letteralmente, posato - proprio qui, ai nostri piedi, affinché lo prendessimo tra le mani e ci educassimo ad averne cura. Questo dono, questo compito, ora sono il mio pensiero di ogni giorno, il centro di gravità di tutto il mio lavoro.

Vi do il benvenuto nel mio laboratorio, il mio piccolo “opificio” del cioccolato artigianale.